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Beaumont e la Scuola del disegno-Pittori in Piemonte alla metà del Settecento

Nelle linee programmatiche per il 2011, con riferimento al patrimonio artistico, la Compagnia segnala che “preso atto della scarsità di risorse e della maggiore sollecitazione di contributi da parte del territorio, saranno emanati anche “bandi semplificati e aperti alle diverse tipologie di patrimonio artistico a seguito di indagini sistematiche sostenute dalla Compagnia direttamente o per il tramite di associazioni, università e soprintendenze. Fine ultimo degli interventi è creare un solido rapporto tra la conoscenza dei beni, la loro conservazione e la diffusione della consapevolezza del loro valore”. È pertanto in questo contesto che si inserisce il bando
Beaumont e la Scuola del disegno -  Pittori in Piemonte alla metà del Settecento
Bando per iniziative di restauro all’interno di un percorso di conoscenza e valorizzazione
Raccogliendo ed esaminando i risultati del quaderno di studi a cura del professor Giuseppe Dardanello per il tramite dell’Associazione Guarino Guarini dal titolo “Beaumont e la Scuola del Disegno”, è emerso un quadro di straordinario interesse su dieci pittori attivi alla metà del Settecento e oggetto di un ricco repertorio. Gli artisti sono stati selezionati seguendo la più autorevole delle fonti, il Luigi Lanzi della Storia Pittorica e del Viaggio del 1793. È per questa ragione che il repertorio, oltre a Beaumont, passa in rassegna le opere di “Giovanni Domenico Molinari, Vittorio Amedeo Rapous e Vittorio Blanchery, tre allievi che hanno lavorato direttamente a fianco del maestro; Michele Antonio Milocco, Felice Cervetti, Mattia Franceschini e Ignazio Nepote, pittori che pur avendo avuto occasioni di collaborare all'impresa dell'Arazzeria, per ragioni anagrafiche o di formazione non sono stati effettivamente allievi della Scuola del disegno e hanno seguito percorsi differenziati che li hanno portati a contatto con la cultura figurativa romana, napoletana, bolognese e veneta; Francesco Antonio Mayerle, arrivato in Piemonte in qualità di restauratore al seguito dell'acquisto della collezione del principe Eugenio, inseritosi soltanto in tempi successivi  e con privilegiati contatti nel Vercellese; e da ultima una figura fuori dal coro, l'eccentrico e indipendente Alessandro Trono, capace di ricucire in assoluta autonomia i fili delle disomogenee esperienze della tradizione locale seicentesca con le esperienze contemporanee, permettendosi di ignorare lo stile del regio pittore”. Sono queste le dieci figure oggetto del repertorio, strumento in grado di restituire un quadro nuovo, esaustivo e ricco della pittura piemontese della metà del Settecento.
Copie del volume sono disponibili in consultazione presso la sede della Compagnia di San Paolo a Torino, in corso Vittorio Emanuele II, 75 (previo appuntamento scrivendo all’indirizzo arte@compagnia.torino.it) e presso la Biblioteca del Dipartimento di Discipline Artistiche dell’Università degli Studi di Torino in Via Sant’Ottavio, 20. Per informazioni circa la disponibilità di copie e la loro distribuzione presso le biblioteche piemontesi è possibile inviare un’e-mail all’Associazione Guarino Guarini al seguente indirizzo: segreteria@associazioneguarini.org.