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Gestione del Patrimonio

Le linee strategiche della gestione del patrimonio
La Compagnia di San Paolo adotta un modello di “gestione diversificata” del patrimonio tipicamente istituzionale e ispirato a principi che si sono consolidati nel tempo, coniugando la tradizione dell’Ente con il contributo internazionale e indipendente degli advisor per trarre il massimo beneficio dal profilo di lungo termine della Fondazione. La Compagnia ritiene questo approccio meno rischioso del modello “ holding di partecipazioni dirette” in quanto offre maggiore diversificazione (per tipologia di strumenti, settore, stile, geografia, ecc.) e prospetta rendimenti più stabili nel tempo anche se più contenuti nelle fasi di euforia dei mercati. Questo modello si riflette sull’assetto organizzativo del processo d’investimento, nel quale la Compagnia mantiene responsabilità decisionale e gestionale diretta sulle partecipazioni (strategiche e non strategiche) e sul portafoglio di investimenti mission related e  local bias , mentre l’attività di gestione del portafoglio diversificato è totalmente delegata a soggetti esterni, selezionati da advisor indipendenti con il contributo dello staff , che opera con l’indipendenza e autonomia previste dalla legge e si avvale delle competenze e professionalità progressivamente concentrate nella società dedicata Fondaco SGR, condivisa con altre fondazioni.
 

tabella 2013

 

La composizione del portafoglio
Alla fine del 2012 il valore di mercato complessivo del portafoglio di attività finanziarie detenuto dalla Compagnia di San Paolo ammonta a € 5,2 miliardi (€ 4,95 miliardi al netto del finanziamento contratto con J.P.Morgan).
Il portafoglio strategico, rappresentato dalla partecipazione in Intesa Sanpaolo, pesa per il 38% circa sul totale lordo mentre la parte “gestita”, rappresentata prevalentemente dalla gestione patrimoniale di fondi affidata a Fondaco Sgr S.p.A., costituisce la componente principale del portafoglio con un peso complessivo prossimo al 58% del totale. Il portafoglio è composto da investimenti in fondi azionari (4,5% del totale), fondi obbligazionari (30%), fondi monetari (2,5%); alternatives asset class rappresentate da reinsurance, commodities, currency (9%), fondi hedge/absolute return (6%), private equity e  venture capital (6% circa); completano l’allocazione complessiva il 4% circa investito in altre partecipazioni, strumenti di mercato monetario e liquidità.
 
 

profilo rischio rendimento 2013

 

Sotto un profilo di rischio/rendimento, anche nel 2012 la componente gestita ha svolto efficacemente il compito di ridurre la volatilità totale del portafoglio, grazie anche al progressivo assestamento di tale indicatore, rispetto ai picchi raggiunti nel 2011, per la quasi generalità delle asset class : a fronte di una volatilità superiore al 49% dell’investimento in Intesa Sanpaolo, il portafoglio gestito ha mantenuto una volatilità complessiva pari al 2,4%, con un profilo differenziato per le diverse classi di attività come rappresentato nel grafico sopra riportato. L’effetto combinato dei diversi investimenti ha ricondotto la volatilità complessiva del portafoglio – non considerando il  private equity e le partecipazioni non strategiche – a un valore inferiore al 20%.
 

I risultati del 2012
Nel 2012 i mercati finanziari hanno evidenziato andamenti altalenanti: dopo un avvio positivo (primi tre mesi) l’ equity europeo ha subito una flessione dovuta alle tensioni dell’area Euro e in maniera minore una discesa si è registrata anche nell’ equity statunitense a causa dell’incertezza sulla ripresa negli Stati Uniti.  Un deciso miglioramento, soprattutto per i mercati europei, si è poi verificato nel secondo semestre grazie principalmente agli interventi della banca centrale. L’indice europeo DJ Euro Stoxx ha evidenziato a fine anno guadagni superiori al 14% e lo S&P500 ha chiuso l’anno con +13,4%. Il settore finanziario - e bancario in particolare - ha risentito maggiormente delle oscillazioni dei mercati e ha chiuso il 2012 con buoni guadagni, evidenziando però per le banche italiane performance decisamente più contenute (+0,46% Intesa Sanpaolo rispetto al +23% dell’indice azionario europeo del settore bancario).
Pur in un contesto di mercato caratterizzato da un’elevata volatilità e da un progressivo deterioramento dello scenario economico complessivo, il 2012 è stato un anno di buoni risultati reddituali per il portafoglio della Compagnia di San Paolo: tutte le macro asset class che lo compongono hanno infatti evidenziato una performance positiva, a partire dai fondi azionari (+18,35%), seguiti dai fondi obbligazionari (+6,80%) e dagli investimenti in attività diverse da quelle tradizionali -  reinsurance, commodities, currency, fondi hedge/absolute return, private equity, venture capital (+5,90%). Complessivamente la gestione patrimoniale di fondi affidata a Fondaco Sgr ha conseguito nell’anno un rendimento netto da commissioni del 7,10%, superiore al risultato evidenziato dal  benchmark di riferimento (+6,22%), con una volatilità estremamente contenuta e complessivamente pari al 2,4%; il titolo Intesa Sanpaolo ha registrato un total return del 4,42%, ascrivibile quasi interamente alla componente dividendo.
Considerando tutte le diverse componenti, il total return del portafoglio complessivo è risultato quindi pari al 6,09% e ha quindi ampiamente superato l’obiettivo di rendimento indicato nell’ investment policy della Compagnia.